Lo scorso 18 aprile il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato la legge n. 7, recante “Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione” (potete trovare il testo della legge qui).

All’interno di questa legge, troviamo una parte che interessa i giovani e gli enti di Servizio civile.

Infatti l’articolo 5 recita:«La Regione […] riconosce valore di percorso di politica attiva del lavoro, ai fini della qualificazione professionale e dell’inserimento o reinserimento lavorativo, alle attività svolte dalla persona nell’ambito del Servizio civile regionale, anche in ambito ambientale, e dei lavori di pubblica utilità, le cui competenze acquisite sono certificabili ai sensi della vigente normativa regionale».

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Il progetto di legge sulla Leva civica presentato in Regione Lombardia dal gruppo della Lega Nord, primo firmatario il consigliere regionale Fabrizio Cecchetti, viene descritto in un articolo pubblicato dal settimanale «Vita», uno tra i maggiori magazine dedicati al mondo del no profit, come la transizione lombarda nell’epoca post–Servizio civile.

Diverse le novità rispetto al tradizionale Servizio civile, due su tutte: la Leva civica è rivolta ai giovani, dai 18 ai 32 anni (si amplia quindi la fascia d’età in cui sarà possibile usufruire di questa esperienza formativa in ambito sociale) e, non ultimo, è prevista la partecipazione di giovani stranieri ai progetti di cittadinanza attiva.

Per saperne di più, leggi l’articolo pubblicato sul numero di «Vita» del 27 aprile 2012 dal titolo «Arriva la leva civica. La Lombardia entra nell’era post–Servizio civile».

Non se ne fanno scappare una… È questo il commento che sorge spontaneo dopo aver letto l’interrogazione parlamentare presentata ieri dall’onorevole Erica Rivolta su una vicenda a prima vista semplice: il trasloco di UNSC, avvenuto nell’estate 2011, dalla “storica” sede di via San Martino della Battaglia all’attuale ubicazione di via Sicilia.

Nell’interrogazione (che potete leggere qui, grazie al cortese invio del testo da parte della parlamentare leghista) si evidenzia come un’operazione nata all’insegna del risparmio si sia tramutata in un… aumento dei costi!

Un’intricata vicenda di accordi ufficiosi tra UNSC ed Agenzia del Demanio, di interpretazioni mutate nel giro di poche settimane, di affitti che da € 0 passano ad € 800.000 (ottocentomila).

Lasciamo ai lettori l’arduo compito di un sereno giudizio sulla vicenda.

Certo è che il grande Carlo Emilio Gadda (nato e vissuto a Milano per metà della sua vita, per poi divenire nella seconda metà romano d’adozione) non avrebbe avuto alcun dubbio per il titolo da dare a questa vicenda… er pasticciaccio brutto de via Sicilia.

Il 5 marzo il Settimanale VITA, che sta animando un dibattito sul futuro molto incerto del Servizio Civile Nazionale, ha pubblicato la lettera del presidente CESC Project Michelangelo Chiurchiù al giornale sul tema dell’introduzione dell’obbligatorietà del Servizio civile.

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Le disavventure capitate al Servizio civile con il rischio del “blocco delle partenze” pare abbiano fatto dare “una mossa” al ministro Riccardi, che come sappiamo ha la delega su tale tema.

Infatti lo scorso 23 febbraio il Ministro ha risposto a due interrogazioni a risposta immediata presentate rispettivamente da Erica Rivolta (Lega Nord) e Livia Turco (PD).

A questo link potete trovare il tutto.

Due sono le notizie rilevanti che si possono ricavare:

  • al momento non vi sono risorse finanziarie per finanziare progetti di Servizio civile che impieghino volontari nel 2013, anche se Riccardi dichiara di stare adoperandosi per reperire qualche euro aggiuntivo. Staremo a vedere…
  • secondo il Ministro, permettere ai cittadini extracomunitari di svolgere il servizio civile è in contraddizione con il principio della “difesa della Patria”. Insomma, occorre scegliere: o difesa non militare della Patria o cittadini extracomunitari in Servizio civile. Sempre il Ministro segnala come il Tribunale di Brescia abbia rigettato il ricorso di un altro cittadino straniero, in quanto il servizio civile non si configura come un rapporto lavorativo.

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